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D&D 4.0: Il tempio ai confini del mondo
  #1  
Vecchio 16-10-2009, 12.56.23
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Predefinito D&D 4.0: Il tempio ai confini del mondo

Dopo l’ultimo incontro dei fedeli alla chiesa di Bane nell’Alto Imaskar, Il sacerdote Asdroggar stava ritornando ai suoi alloggi, e si muoveva con una certa fretta. Per tutto il giorno aveva avuto la sgradevole sensazione di essere osservato e percepiva che una fonte di potere, o una persona dotata di potere era nelle vicinanze.
Velocemente, raggiunse la sua stanza e si chiuse dentro a chiave. Diede un sospiro, si voltò ed il cuore gli sobbalzò in petto! Davanti a lui stava la figura di un uomo alto e robusto, il cui volto era nascosto per metà dal cappuccio di un mantello stinto dal tempo e dalle intemperie. Asdroggar vide comunque che la pelle dell’uomo era abbronzata ed il mento era incorniciato da una barba a pizzetto un po’ lunga e bianca come la brina.>>
“Ti saluto, Asdroggar, fedele servitore di Bane…” gli si rivolse lo sconosciuto “Ti cercavo da un po’ di tempo perché ho una proposta da farti.”>>
Il Banita si eresse sulla persona, ma anche così non riusciva a superare l’altezza del suo interlocutore. Preparandosi per ogni evenienza, replicò: “Io servo soltanto il signore nero! La sua volontà e la mia! E tu farai meglio a dirmi chi sei prima ch…” la sua tirata era stata bloccata con un gesto dal suo antagonista. Asdroggar riusciva a stento a respirare, mentre qualcosa che lui non vedeva gli teneva bloccata la gola.>>
“Chi sono io?” Riprese con voce calma la misteriosa figura, apparentemente per nulla turbata o intimorita dal chierico, che annaspava in cerca d’aria “Io sono il pellegrino dei mondi! Io ho viaggiato attraverso tutti i mondi al di là di questo. Ho visto la coltre oscura e la selva fatata, il caos primordiale ed il mare astrale, fino agiungere alla città di Sigil! Ho ammirato con i miei occhi le mura di ferro della fortezza del tuo dio a Chernoggar. Puoi tu dire altrettanto?” Asdroggar, oramai cianotico, si rotolava per terra nel vano tentativo di respirare. Il banita riprese a respirare normalmente dopo che il pellegrino dei mondi rilasciò la presa, dopodichè questi continuò: “No, non credo vero? E allora ascolta! Si dia il caso che i miei piani attuali coincidano in buona parte con i dettami del tuo signore, perciò ti propongo un’alleanza tra noi due: tu aiuti me ed io aiuto te.”>>
Asdroggar, che aveva oramai rifiatato, si rimise in piedi e chiese: “In che modo posso aiutarti, pellegrino dei mondi?” Quest’ultimo sorrise soddisfatto:>>
“Io miro alla distruzione dell’Alto Imaskar!” disse “Ma non è un compito facile. Ho degli alleati che potrebbero rivelarsi preziosi anche per i tuoi scopi, ma sono pochi ed il compito immane. L’imperatrice oramai è molto vecchia… e potrebbe morire prima di nominare un successore, facendo precipitare il suo regno nel caos e nell’anarchia. Sto facendo in modo di rallentare questa nomina il più possibile, ma non posso affrontare a viso aperto i suoi ministri, non ancora almeno. Ho pensato che un conflitto con una nazione vicina sarebbe utile allo scopo ed attirerebbe su di te il favore del tuo dio, quando si saprà che il tutto è stato orchestrato da te. Però ho bisogno di appoggiarmi alla rete dei tuoi discepoli per aumentare le mie capacità di azione!”>>
Gli occhi si Asdroggar brillavano mentre il pellegrino dei mondi parlava: la sua ambizione ed i suoi piani erano degni dell’attenzione della chiesa di Bane, e le possibili conseguenze… della sua, per ora almeno: “Dimmi di più” lo sollecitò.">>
Il pellegrino dei mondi sorrise e riprese: “Innanzitutto, ho bisogno di far giungere un messaggio ad un tuo insospettabile fedele…”

  #2  
Vecchio 21-10-2009, 14.55.57
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Teris Anima d Vento passeggiava tranquilla lungo i moli secondari del porto di Airspur. Il sole era tramontato da un po’, ma lei non aveva fretta. Quella sera non si sarebbe esibita nella taverna della sua amica Valeris Burnheart e quindi se la stava prendendo comoda, dopo aver fatto da intermediaria di una transazione non proprio lecita con Jan, il capo della gilda degli ormeggiatori. Mentre fissava l’immensità del Mare delle Stelle Cadute, ripensava all’incontro, avvenuto due giorni prima, con Teal’C, un eladrin avventuriero che aveva incontrato tempo prima assieme ai cugini di lui e ad una donna umana, il quale, di ritorno a casa sua, le aveva portato i saluti dei suoi compagni di allora. Ricordava che le era stato chiesto di vegliare su di loro da un robusto Tiefling di nome Naerus… Teris si era comunque divertita a giocare un po’ con loro, soprattutto con il mago del gruppo… Strano, di tutti loro il volto di quell’eladrin era quello che più le era rimasto in mente. Con un sospiro, allontanò da sé quei pesieri e, osservando le stelle riflesse nell’acqua pensò: “Chissà, forse un giorno partirò anche io…"
L’attacco la colse completamente di sorpresa e alle spalle… Teris venne colpita da una strana folgore di luce violacea, che la lasciò a terra dolorante. Quando riuscì ad alzare lo sguardo, vide una donna dalla pelle estremamente chiara, così come i capelli, che la stava fissando con un sorriso maligno sulle labbra. La donna indossava un vestito in stile genasi il quale però, anziché lasciare scoperte le eleganti linee del potere insito in ciascuno di quegli esseri, evidenziava degli strani, arcani tatuaggi, che ornavano parzialmente il corpo della donna. Uno dei tatuaggi si illuminò all’improvviso ed il corpo della donna venne rivestito quasi interamente da un velo di brina scura.
Teris cercò di scuotersi dallo stordimento e reagì, scagliando addosso alla sconosciuta un potente colpo di vento, intriso del potere della sua rabbia. L’avversaria si piegò in due a quell’attacco, con il velo di brina che quasi le venne soffiato via dal corpo, ma si riprese prontamente, così come il suo velo protettivo che si riconsolidò subito.
“Ricordati che ci serve viva” disse una voce maschile proveniente da un oscuro angolo vicino a quella baraonda. Annuendo, l’avversaria della genasi la colpì nuovamente con una delle sue folgori violacee… Teris urlò sussultando in preda ai dolori che l’energia necrotica dei colpi dell’avversaria le procuravano. Sofferente, stordita, incapace ad organizzare un contrattacco degno di questo nome, l’Anima di Vento mancò un attacco e poi subì due durissimi colpi, accasciandosi al suolo, oramai allo stremo delle forze… la sua avversaria le si avvicinò: emanava un freddo intenso che risultava quasi insopportabile per Teris.
La strega avvicinò la sua mano, con il palmo rivolto verso di lei e, immediatamente, uno strano raggio nero si sprigionò dal palmo stesso, colpendola al cuore, La genasi sentì il freddo farsi strada in lei, mentre le forze le venivano meno… Colta dal panico, prima di svenire, Ters urlò “NO” e istintivamente scagliò a bruciapelo il suo attacco più potente!
Il rombo che seguì fu assordante… tutti gli oggetti ed i detriti non troppo pesanti volarono in tutte le direzioni, alcuni conficcandosi anche nei muri, quando l’aria si precipitò a riempire il vuoto dell’impolosione creata da Teris, espandendosi violentemente subito dopo.
L’uomo che era rimasto nascosto nell’ombra si rialzò a fatica, scuotendo la testa per scacciare lo stordimento: riusciva a udire ancora qualcosa, anche se aveva l’impressione che qualcuno gli avesse infilato la testa in un nido di vespe. Era stato colpito dall’onda d’urto che lo aveva sbattuto sul muro sul quale si appoggiava, e poi alcuni oggetti gli erano finiti addosso. Non aveva ferite né nulla di rotto, anche se aveva l’impressione di esser stato preso a pugni.
Istintivamente sguainò la spada e si avvicinò al punto dove le due femmine stavano lottando alcuni istanti prima… qualunque cosa avesse fatto la genasi, aveva scagliato le due donne ad una certa distanza l’una dall’altra. L’uomo si avvicinò alla femmina umana: era priva di coscienza, respirava, ma perdeva sangue dal naso, dagli occhi e dalle orecchie. Egli rivolse quindi la sua attenzione alla genasi, della quale si vedevano soltanto le gambe spuntare da una parete di legno di un magazzino, probabilmente sfondata dalla detonazione. Non appena mosse un passo in direzione di Teris, una voce femminile carica di collera intimò: “Lascia cadere quella spada, uomo! Altrimenti te la fonderò tra le mani!”
Contemporaneamente un’altra figura si frappose tra lui e la genasi a terra e, un istante dopo, un’aura di fiamme avvolse la figura che aveva parlato. Non gli ci volle molto per riconoscere in lei Valeris Burnheart, la migliore amica di Teris. L’uomo si afrettò ad ubbidire. Sudando copiosamente a causa del calore emanato da Valeris, ma mantenendo un ammirevole autocontrollo, l’uomo provò a blandirla:
“Uno scontro tra noi due potrebbe rivelarsi interessante, ma potrebbe durare molto… la tua amica e mia sorella hanno entrambe bisogno di aiuto, perciò ti propongo una tregua. Tu ti prendi cura di lei e io prendo mia sorella e me ne vado. Ti do la mia parola che non ne approfitterò per attaccarti alle spalle…” L’uomo fece una pausa per lasciare che l’Anima di Fuoco riflettesse sulla sua offerta poi, quando Valeris estinse la sua aura e si chinò per aiutare l’amica, lentamente egli raccolse la sorella ancora esanime ed iniziò lentamente ad indietreggiare.
Una volta lontano a sufficienza, avvertendo che alcune persone si stavano avvicinando, schioccò le dita e la sua spada gli ritornò in mano, rivelando così la sua natura di Magospada; dopo aver rinfoderato l’arma, si rivolse un’ultima volta alla genasi di fuoco: “Adesso ce ne andiamo! Ti consiglio di non mandarci dietro degli inseguitori, se non vuoi essere responsabile della loro morte!”
Ciò detto, i due scomparvero tra i vicoli del porto.

  #3  
Vecchio 21-10-2009, 15.13.22
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Draugcaran si riscosse di colpo dalla sua meditazione...
L'mmagine del volto sofferente di Teris, la sensazione di provare il suo dolore ed il suo "NO" disperato lo avevano strappato dal suo giusto riposo...

Un notte agitata per un mago ... e non solo per lui ...
  #4  
Vecchio 26-10-2009, 15.58.01
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Exclamation Un notte agitata per un mago ... e non solo per lui ...

Il mago si alzò di scatto in preda ad un senso di urgenza e frenesia che gli impediva di ragionare sapeva solo che doveva muoversi …… e così fece … … si precipito fuori dalla propria stanza per entrare come una furia nella stanza del fratello …… facendo letteralmente sobbalzare il povero malcapitato dalla sua meditazione…… gridandogli Spark! Spark! mi è successa una cosa incredibile !!!! Ho avuto un incubo!!!! Teris ho percepito che soffriva, ho provato il suo dolore e poi un grido disperato un NO secco e poi più nulla, l’ho come persa !!! Sai benissimo che non ho poteri di chiaroveggenze e che normalmente non eladrin non sogniamo e poi io sono certo che la cosa fosse reale e che stesse avvenendo nello stesso momento in cui l’ho percepita…… dobbiamo fare qualcosa …… non stare lì impalato vestiti e corriamo alla scuola di magia forse lì sapranno darci una spiegazione …… e così facendo afferrò per un braccio il malcapitato paladino – che aveva appena finito di riaversi dalla sua meditazione e aveva preso in tutta fretta lo stretto necessario avendo capito che il fratello di lì a breve l’avrebbe trascinato via - e lo trascino verso la porta …… proprio mentre erano quasi fuori il paladino ebbe un lampo e si blocco prese un foglio di pergamena vergò in tutta fretta un breve messaggio dopodiché ……… sempre strattonato dal fratello lo infilò sotto la porta di Raghnild.

Quella notte due eteree figure sfrecciarono per le strade della città addormentata …… i due fratelli arrivarono come due saette davanti alla porta della scuola di magia il primo ad arrivare e purtroppo a parlare fu il mago (questi già normalmente non era un tipo diplomatico ma quando era agitato – tenuto conto che non gli capitava praticamente mai – era a dir poco irruento come un fiume in piena e in tale maniera gli prorompevano le parole di bocca) che investi letteralmente con i suoi discorsi le due malcapitate sentinelle, fortuna che pochi istanti dopo venne raggiunto dal fratello che riuscì almeno in parte a rimediare ai disastri che stava facendo Draugcaran. Così una delle due sentinelle convinta dalle belle maniere di Spark si offrì di cercare qualcuno che fosse disposto a ricevere i due sebbene l’ora non fosse delle più consone.

Dopo alcuni minuti che al mago sembrarono un’eternità – durante la quale continuò a giochicchiare con l’anello cercando di scoprire qualcosa in più - la sentinella tornò e li condusse all’interno della scuola dove la giovane maga dalla mano di cristallo – evidentemente assonnata – li stava attendendo; anche stavolta il mago eruttò una serie di frasi sconnesse ed agitate nel tentativo di essere rapido e succinto ma finendo per essere incomprensibile tanto è vero che venne più volte interrotto dalla giovane ma anche questa volta Spark intervenne a chiarire meglio il pensiero del fratello e chiedendo anche se fosse possibile contattare alcune persone ad Airspur o meglio ancora fare in modo che un gruppo di persone potesse recarvisi in tempi diciamo molto brevi se non immediati.

Alla fine la giovane maga – dopo aver confessato di non essere in grado di spiegare il fenomeno che aveva interessato l’eladrin - si congedò da loro promettendo che il mattino dopo avrebbe parlato con i suoi superiori e avrebbe procurato loro una risposta per la tarda mattinata del giorno dopo.
Rassegnato più che soddisfatto il mago decise di accettare l’offerta e di ritornare il mattino dopo ma prima di andare, forse anche per farsi perdonare di averla gettata giù dal letto a quell’ora propose alla giovane di incontrarsi il mattino dopo per fare colazione insieme ma quest’ultima rifiutò avendo un importante esame proprio la mattina seguente.

Così i due fratelli fecero ritorno alle rispettive stanze - ma le emozioni per il mago non erano finite – durante il tragitto il paladino confessò al fratello che di lì a breve sarebbe potuto diventare zio …… a quella rivelazioni tutti i bollenti spiriti del mago – anche se solo per un istante – si gelarono ……… cosa?!?!? Zio?!??!? ma non abbiamo mica delle sorelle ?!?!??! poi la verità che a tutti costi cercava di nascondere alla sua mente si rivelò ………RAGHNILD!!!!! Ecco c’era riuscita ma come era stato possibile …… la nascita di un figlio era un evento così raro nella sua razza ………… figuriamoci mescolandosi con altre razze ?!?!?!?! ed ecco che Spark colse l’occasione per una piccola vendetta anche se affettuosa: “Draug non è che anche tu …… magari aiuterebbe a spiegare certi incubi notturni e certi legami psichici …..” ed il mago: “Non essere sciocco Spark!!!! Lo escludo categoricamente!!!!!”.

Il mago ad un tratto ebbe un forte desiderio di sfogarsi quella notte aveva avuto troppe emozioni e proprio in quel momento gli venne in mente il suo bersaglio preferito ... ... il capitano Graf ...... sarebbe stato proprio divertente andare a buttarlo giù dal letto per l'ennesima volta ...... ma poi decise di lasciar perdere avrebbe perso solo del tempo e poi anche lui aveva bisogno di riposare specie se l'indomani mattina fosse riuscito ad andare in soccorso di Teris ........ gli aggressori avrebbero pagato caro il loro affronto avrebbero pagato con il FUOCO la loro codardia .......

Finalmente i due fecero ritorno ai propri alloggi Draug decise di farsi dare una mano dal fratello a capire qualcosa in più dell’anello ma non fecero grossi progressi – solo che serviva a suggellare, insieme ad altri anelli simili, un patto molto importante la cui rottura avrebbe causato problemi serissimi a chi lo avesse infranto. Terminato l’esame decisero di andare a meditare un po’ e di rivedersi all’alba per preparare la colazione alla sacerdotessa, spiegarle la situazione e poi recarsi alla scuola di magia.

Come in un sogno
  #5  
Vecchio 27-10-2009, 22.53.40
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Predefinito Come in un sogno

Ragnhild stava sognando, sognava della sua patria, il Rashemen. Era in piedi su una collina verdeggiante punteggiata da fiori multicolori, un tiepido sole primaverile spandeva i suoi tiepidi raggi sulla vallata sottostante. Lei indossava un leggero abito bianco e nei suoi capelli c’erano intrecciate delle piccole ghirlande di fiori, i suoi piedi nudi erano accarezzati dal erba mossa da una brezza gentile, le sembrava di essere leggera come le farfalle che si posavano sui fiori, quel panorama bucolico la riempiva di pace e armonia.
Era a casa, fino a quel momento non si era mai accorta di quanto le mancasse. Rivedeva le facce dei suoi genitori e dei suoi fratelli e sorelle, come delle eteree apparizioni, poteva vederli attorno a lei, poteva vedere il monastero dove aveva studiato e dalla quale era partita per il suo dajemma.
Poi di quelle visioni una assunse maggior consistenza, lei la riconobbe, era stata la sua maestra, era una Wichlaran ed era una Hatran, una delle signore del Rashemen. Anche lei indossava un vestito chiaro e nascondeva il viso dietro la tradizionale maschera nera. Il suo nome era Dhagny, il cui significato in lingua Rashemi era “il nuovo giorno”.
Ragnhild si inginocchio in segno di rispetto, la donna le si avvicinò e la tocco leggermente sulle spalle invitandola ad alzarsi, poi si tolse la maschera rivelandole il suo viso, non più giovane, ma carico di autorità.
- Salve Ragnhild, che la benedizione della Dea scenda su di tè e benedica il frutto del tuo amore. Noi, le Wichlaran, siamo felici per tè e per il tuo futuro sposo. Il Rashemen sarà sempre aperto a tè e a tutti coloro che ti amano.
Detto questo, le rivolse un dolce sorriso e sparì, lasciandola di nuovo sola ma con il cuore pieno di gioia.
Ragnhild si svegliò, l’azzurro del cielo e il verde dei prati venne sostituito dal soffitto di legno a cassettoni della sua stanza, tenuamente illuminato dalla luce del sole. La felicità e la pace provate nel sogno la accompagnavano ancora. Si stiracchio mollemente sotto le coperte, pregustando ancora un poco di riposo ma venne disturbata da qualcuno che bussava dolcemente alla sua porta.
— Ragnhild, sei sveglia? Possiamo entrare?
Era la voce di Draugcaran. Strano di solito è sempre Sil-Oré a darmi il buon giorno.
— Entra pure Draugcaran, sono sveglia e mi stavo alzando. — disse Ragnhild, iniziando a scostare, controvoglia, le coperte.
La porta si aprì e Draugcaran entrò, reggendo un grande vassoio, seguito da Sil-Oré.
— Non ti disturbare ad alzarti, io e Sil abbiamo pensato che avresti gradito una buona colazione a letto.
Ragnhild restò a bocca aperta guardando Draugcaran che appoggiava sul letto il vassoio con una abbondante prima colazione.
Sil-Oré si sedette accanto a lei baciandola dolcemente.
— Ben svegliata mia rosa, è stata una notte molto movimentata sia per me che per Draugcaran, ma non ci siamo dimenticati di tè
Ragnhild ancora non capiva, Draugcaran la osservava con un largo sorriso stampato sulla faccia. Con un gesto eloquente indicò il vassoio e il suo contenuto.
— Coraggio serviti pure, io e Sil abbiamo già mangiato qualcosa. Nelle tue condizioni è meglio che ti riguardi di più e cominci a mangiare in modo sano ed equilibrato.
Ragnhild arrossi leggermente, guardando alternativamente i due fratelli che la osservavano con tenerezza. Alla fine si rivolse verso Sil-Oré con tono pudico.
— Amore, non capisco. Eravamo d’accordo di aspettare ancora un poco, al momento era solo un sospetto. — poi rivolgendosi a Draugcaran continuo — Draug ti giuro che avrei voluto essere io a dirtelo ma ancora non ero sicura. Non è passato neanche un mese da quella notte ad Airspur.
Draugcaran sollevò leggermente le mani mentre Sil-Oré la abbracciava dolcemente.
— Sil-Oré me l’ha detto questa notte. Non ti devi preoccupare. Quando ho accettato il vostro amore e la prospettiva del vostro matrimonio, ho accettato allo stesso modo anche tutte le possibili “conseguenze”. Certo che non mi aspettavo che la benedizione delle vostre due divinità avesse tutta questa forza.
Draugcaran si alzò e cominciò a passeggiare per la stanza, come era solito fare nei momenti in cui era più teso.
— Anche se la tua gravidanza è solo un sospetto, va presa con le dovute cautele. Non sappiamo se ci potranno essere delle complicazioni, data la differenza di razza. Quindi, penso che sarà nostra cura che tu venga con noi a Myth Drannor, dove i nostri dottori sapranno darti i migliori consigli per affrontare serenamente la gravidanza e, ovviamente, il parto.
Ragnhild non sapeva se essere stupita o preoccupata, Draugcaran sapeva essere terribilmente prosaico nei suoi ragionamenti. Fino a quel momento lei aveva vissuto il suo stato come un magnifico sogno, non aveva mai temuto per la sua salute o per quella nuova vita che ora sapeva essere in lei. Forse Draugcaran aveva ragione, ma il ricordo del sogno appena passato continuava ad inebriarla con i suoi messaggi di fede e speranza. Le parole successive le uscirono quasi d’impulso, guardo Sil-Oré negli occhi e gli parlò.
— Sil, loro approvano la nostra unione.
Sil-Oré e Draugcaran la guardarono con aria interrogativa.
— Loro chi? Non capisco mia rosa, spiegati meglio. — interloquì Sil-Oré
— Le Wichlaran, le signore del mio paese, sanno di noi, tesoro mio e ci benedicono e benedicono il frutto del nostro amore.
Gli sguardi di Sil-Oré e Draugcaran cambiarono leggermente. Draugcaran iniziò a parlare a voce stranamente bassa.
— Così non sono stato l’unico a fare degli incubi questa notte.
Ragnhild lo guardò offesa. — Il mio non è stato un incubo, era un sogno meraviglioso — poi, accorgendosi della nota sofferente nella voce di Draugcaran, cambio tono — ma cosa ti succede? cosa hai sognato di così orribile?
Draugcaran la guardò, una nota di tristezza aleggiava nei suoi occhi. — Ho sognato Teris, ma lei era in pericolo. L’ho sentita gridare nel sogno. L’emozione è stata così forte che mi ha fatto uscire dalla meditazione. Non ricordo di aver provato niente di così intenso in tutta la mia vita.
Sil-Oré si alzò per avvicinarsi a suo fratello.
— Tranquillizzati Draug, abbiamo già fatto tutti i passi per reagire al problema. La scuola di magia del enclave celeste ci ha promesso tutto il suo appoggio. Con la loro collaborazione raggiungeremo Airspur in un lampo e vedremo se il tuo è stato solo un incubo o qualcosa di più reale.
Ragnhild saltò giù dal letto e raggiunse i fratelli al centro della stanza, abbracciò dolcemente entrambi.
— Se dobbiamo andare ad Airspur, io verrò con voi. Desidero rivedere quei luoghi e… Sì desidero rivedere anche Teris e aiutarla se è in difficoltà.

Si stavano ancora preparando per raggiungere la torre della scuola di magia, quando qualcuno bussò alla porta della loro casa. Ragnhild si diresse verso l’ingresso.
— Vado ad aprire io.
Sulla porta c’era Ra-Male e dietro a lei un uomo smisuratamente alto e muscoloso, con il corpo pieno di tatuaggi.
— La benedizione della Dea Madre sia con voi, ho accompagnato un tuo conterraneo, Ragnhild. Dice di chiamarsi Aralk e di essere stato inviato, dalle signore della tua terra, per darti assistenza.
— La benedizione di Chauntea sia con voi Ra-Male e Aralk, entrate vi prego. Stavamo giusto preparandoci a raggiungere la scuola di magia del enclave, ma ci sarà tempo per le dovute presentazioni.
Ragnhild si rivolse poi in lingua Rashemi al massiccio Goliath
— Benvenuto nella nostra casa Aralk, desidero presentarti i miei compagni Sil-Oré e Draugcaran, loro sono eladrin del reame di Myth Drannor. Raccontami il motivo della tua presenza qui.
— Mia Signora, sono partito dalle pianure a nord della tua terra quasi un mese fa, su precisa richiesta della Hatran del nostro villaggio. La mia missione è molto semplice. Proteggerti dai pericoli e fornirti tutta l’assistenza necessaria.
Ragnhild restò basita dalla spartana relazione fattagli da Aralk. Il suo non era stato un sogno ma un autentico messaggio che Wichlaran le avevano inviato. Questo però rendeva ancora più realistica la minaccia che l’incubo di Draugcaran suggeriva. Forse Airspur non sarebbe stata una passeggiata.

  #6  
Vecchio 29-10-2009, 15.56.50
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Teris si stava riposando, dopo che la chierica di Chauntea aveva curato le sue ferite ed eliminato dal suo corpo il veleno che la stava uccidendo. Solo il pensiero della sinistra donna che l’aveva attaccata era sufficiente a farla tremare di paura, non tanto per l’aspetto… bizzarro che aveva, quanto per la freddezza e la spietatezza del suo attacco.
Venne riscossa dai suoi pensieri da Valeris, la sua sorellastra maggiore, che era entrata nella stanza e si sedette sul letto accanto a lei: “Come ti senti adesso?” le chiese, sinceramente preoccupata per la sua “sorellina”. “Meglio” ammise Teris “Almeno fisicamente… Hai saputo nulla di quei due? Chi erano? Cosa volevano da me?” A Valeris non era sfuggito che, ricordando i suoi aggressori, Teris tremava leggermente: il corpo può guarire in fretta, per la mente… ci vuole molto più tempo, e la giovane genasi era, evidentemente, traumatizzata da quanto accaduto.
“Di loro non si sa nulla” riprese l’anima di fuoco “Sembra siano arrivati quattro giorni fa, hanno preso alloggio in una locanda sullo scoglio orientale e poi, dopo averti attaccata, hanno raccolto le loro cose e sono ripartiti in fretta, imbarcandosi sulla prima nave diretta ad Escalant. La donna probabilmente non aveva avuto modo di curarsi bene, poiché sembra che barcollasse, appoggiandosi all’uomo.”
“Allora… pensi che sia tutto finito?” Chiese Teris con un filo di voce: temeva di sapere come si sarebbe conclusa quella conversazione.
“Non so cosa pensare!” esclamò Valeris “Se fossi riuscita a mettere le mani su almeno uno dei due, l’avrei costretto a confessare a costo di arrostirlo vivo. Ma tu stavi troppo male, se non ti avessi soccorsa subito saresti morta in quel vicolo, così ho scelto di aiutare te e visto come ti avevano conciato, ammetto che ho avuto timore a farli seguire… qualcosa nello sguardo di quell’uomo mi ha fatto capire che la sua minaccia di uccidere chiunque li avesse seguiti… non era una fanfaronata.”
Valeris trasse un profondo respiro, sapeva che quello che stava per dire non sarebbe piaciuto alla sorella, così come non piaceva a lei: “Sai, penso che dovresti accettare la proposta del mago Eladrin…”
Gli occhi di Teris si riempirono di lacrime: “Perché vuoi mandarmi via?” Le chiese singhiozzando “Siamo sempre state assieme da quando nostro padre morì e tu eri venuta a cercarmi! Per me sei stata una seconda madre e adesso… adesso…” scossa dal pianto, non riuscì a continuare.
Valeris, che si aspettava quella reazione alle sue parole, abbracciò la sorella e, tentando di confortarla, proseguì: “Proprio perché ti voglio bene, voglio che tu parta. Onestamente devo ammettere che non sono riuscita a proteggerti! Se non fosse stato per l’amuleto della dea Sune che porti, non avrei sentito che eri in pericolo, e anche così sono arrivata troppo tardi… In nome di Rorn!” Esclamò alzandosi dal letto, mentre una quasi impercettibile aura di fuoco la avvolgeva: “Non sono stata nemmeno capace di trovare un guaritore che ti aiutasse! Se non fosse stato per il mago che ha avvertito la tua sofferenza e per la chierica che lo accompagnava, adesso saresti morta! Morta!” Colpì con un pugno la parete di legno, imprimendo su di essa un’impronta carbonizzata.
Valeris si concesse alcuni istanti per calmarsi, estinguendo lentamente la sua aura. Teris piangeva in silenzio, ma adesso lo faceva perché aveva capito quale dolore e quale paura covavano nel cuore della sua amata sorella, e ne aveva compassione.
L’anima di fuoco riprese: “E, oltretutto, non ho la più pallida idea di chi fossero quei due e perché ce l’avessero con te. Erano soli? Hanno rinunciato? Oppure ritorneranno, loro o altri? Sorella mia, non mi sono mai sentita così impotente…” Il corpo di Valeris era scosso da un tremito nervoso: se i genasi anime di fuoco potessero piangere la donna, in preda ad una sorda rabbia, l’avrebbe fatto.
Valeris riprese: “Io non so come proteggerti da questo, perciò devo trovare chi possa farlo al posto mio! I nostri ospiti mi sembrano persone a posto. Il mago poi, ha avvertito anche lui il tuo dolore a miglia e miglia di distanza quindi, se il tuo amuleto non mente, significa che prova un forte sentimento nei tuoi confronti… Inoltre credo che mttere un po’ di miglia tra te e questo posto sia una cosa opportuna, almeno per il momento.”
“Ma…” cercò di obiettare Teris, ancora in lacrime “La locanda… lo spettacolo… perderai clienti… senza di me…”
“E’ vero” le concesse Valeris “Ma a me importa di più la tua vita e la tua sicurezza! Non voglio esporti a nessun’altro pericolo se posso e poi…” sorridendo alla sorella “… dirò a tutti che il tuo spettacolo è stato richiesto alla corte di qualche re o principe! Per il resto, non mi sarà difficile trovare qualche saltimbanco per intrattenere i clienti. Certo, nulla potrà mai eguagliare gli spettacoli della “Danzatrice del Vento” Concluse tristemente l’anima di fuoco.
“Vieni con me…” la implorò un’ultima volta Teris. La sorella le carezzò i capelli e con un lieve tocco della sua mano le asciugò le lacrime. “Non posso Teris, non posso, lo sai. Ci sono troppe cose che…Devo rimanere qui. E poi, se quei briganti dovessero rifarsi vivi è probabile che, non trovandoti in giro, vengano a cercare me. Tu non sei mai stata addestrata a combattere, mentre io ho girato per molti anni in questo mondo, e ho combattuto per la mia vita molte volte. Non temere per me. Se solo oseranno mostrare le loro facce da queste parti, saprò ben io preparargli un caldo benvenuto!”
Teris, con uno sforzo, ingoiò le lacrime: “D’accordo Valeris… farò come vuoi…”

Ultima modifica di Nardo : 06-11-2009 alle ore 15.08.24.

  #7  
Vecchio 06-11-2009, 15.03.25
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Mancavano poche ore all’inizio della festa per l’inaugurazione dell’ambasciata del Tymanther presso l’Alto Imaskar, il primo regno che si era dichiarato amico della nazione dei dragonidi, dopo la catastrofe della Piaga Magica.
L’ambasciatore, l’alato condottiero Arjhan Medrashdottir, passava in rassegna mentalmente le cose che rimanevano da fare prima della festa: tutto era a posto, mancava una cosa… Si diresse nella zona delle stanze private dell’ambasciata, fermandosi davanti ad una stanza dalla quale proveniva il canto di una voce argentina. Sorridendo (per quanto potesse sorridere un dragonide), bussò alla porta.
“Lord Arjhan!” lo salutò la donna che occupava quella camera, accennando un leggero inchino. L’ambasciatore entrò nella camera e chiuse la porta: “Ingrid! Questi formalismi tra di noi non sono necessari! Non dopo tutte le avventure che abbiamo passato assieme!”
“Vi sbagliate, mio signore…” replicò la donna “Quando eravamo un semplice gruppo di avventurieri male in arnese che cercavano fama e gloria poteva andare, ma adesso voi siete un eroe del vostro popolo! La testa del drago che avete ucciso orna la sala dei trofei della capitale! Vi è stato affidato un incarico prestigioso, una semplice donna umana quale io sono non può permettersi di parlarvi in modo meno che rispettoso. Ne va del vostro prestigio!”
Arjhan sospirò, conosceva da anni Ingrid, da quando lui e i suoi compagni la sottrasse con le cattive maniere dalle grinfie di una compagnia di mercenari senza onore e senza scrupoli, che sfruttavano con la medesima crudeltà sia le sue capacità, sia il suo corpo. La donna era stata un acquisto prezioso…
Ingrid gli porse una coppa di vino, riportandolo alla realtà:“Sei riuscita a fare un giro fuori e dare un’occhiata?” le chiese, cambiando argomento ”Sì, ho visitato alcuni luoghi. Sono stata nella torre… E’impressionante! Non so spiegarlo ma, pur essendo immensa, da dentro sembra molto più grande che da fuori! Comunque mi sono spinta quasi fino alla sommità. Là iniziano i quartieri riservati ai ministri, all’imperatrice e al contingente delle guardie reali. Per andar oltre avrei dovuto intrufolarmi di nascosto ma ho ritenuto opportuno non farlo senza un vostro ordine diretto…” disse la donna.
“Hai fatto bene, continua” approvò Arjhan “Beh, per il resto non ho notato nulla che sia degno della vostra attenzione, tranne l’ambasciata del Chessenta…” Arjhan si fece più attento: Chessenta era un altro regno amico del Tymanther, ma non gli era ignoto che tra questo e l’Alto Imaskar vigeva una situazione di guerra fredda, situazione che i due regni cercavano di superare. A questo scopo erano state istituite delle rispettive rappresentanze diplomatiche…
“Ecco, all’inizio pensavo che fosse solo una mia impressione, ma poi ho preso qualche informazione in giro, ed ho scoperto che sono giorni oramai che tutte le guardie sono consegnate in caserma, sembrano vivere in uno stato di allerta costante, perfino coloro che portano i rifornimenti sono strettamente controllati. Un piccolo gruppo di uomini è stato visto partire dall’ambasciata due giorni fa, e c’è dell’altro…” Lord Arjhan era estremamente attento “Il giorno dell’insediamento dell’ambasciatore, durante la festa, uno strano omicidio è avvenuto nell’ambasciata, sembra che anche una delle guardie dell’ambasciata sia stata uccisa in circostanze misteriose. E poi uno strano individuo, forse un Elfo da come mi è stato descritto, è stato visto entrare e uscire dall’ambasciata alcune volte, ma non si sa nulla di chi egli sia.”
Il dragonide conosceva Ingrid da abbastanza tempo da sapere che la donna aveva attentamente valutato le informazioni in suo possesso, prima di riferirgliele.
“Va bene…” concluse Arjhan, uscendo dalla stanza “E’ quasi ora, devo prepararmi e anche tu. Tieni gli occhi aperti, mi raccomando!”>>
“Così sarà lord Arjhan!” gli rispose Ingrid, rivolgendogli un secondo inchino.

  #8  
Vecchio 07-11-2009, 17.41.09
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Due giorni senza "quello".
Era incredibile a quale pace aveva portato in me la sua assenza.
Perfino lo sgorbio che usavano come messaggero non si era
fatto vedere e, nello stesso tempo mi era giunta una lettera che mi invitava
all'insediamento del nuovo ambasciatore di
Tymanther, era la prima volta che quel regno invitava ufficialmente un ambasciatore del Chessenta.
Ripensai con rammarico di non aver potuto scrivere
questa notizia nel rapporto,ma purtroppo erano
partiti la sera prima,la mancanza di notizie dal regno
era preoccupante,specialmente dopo gli ultimi avvenimenti.
Presi il sacchetto e lo osservai:
Una cosa così piccola e così pericolosa.
Più di una volta avevo pensato di distruggerlo,ma non sapevo
quali conseguenze avrebbe avuto.Un leggero bussare
mi distolse dai miei pensieri:
"Avanti"dissi,la porta si aprì e il mio segretario entrò:
"E tutto pronto per questo pomeriggio"disse.
"Benissimo"gli risposi e aggiunsi:
"A breve avremo ospiti,fà si che ci siano delle camere pronte e in ordine"
"Come lei desidera"rispose mentre lo congedai con un gesto.


Ricordi .........
  #9  
Vecchio 10-11-2009, 09.06.24
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Il mago era assorto in meditazione ma la sua mente continuava a ripensare alle parole di Teris ….
un’accusa a lui e ai suoi compagni …un gruppo solo nel nome gli aveva fatto notare …. tutta apparenza …
il prode Paladino …. il saggio Mago …. la Sacerdotessa taumaturga ….
così si erano presentati quando l’avevano salvata e poi … litigavano come scolaretti per questioni puerili!!!

I pensieri del mago lo riportarono alla mattina in cui si era presentata da loro Ra-Male per presentare Aralk ………
non erano ancora state completate le presentazioni che già aveva visto un ombra incrinare il volto di Sil ……
... Draug aveva capito al volo che il nuovo arrivato non avrebbe avuto vita facile ……
..... non perché il fratello non fosse ben disposto verso i nuovi venuti, ma, a causa delle mandanti ………..
le Wichlaran …….
con l’invio di un difensore per Raghnild stavano mettendo in dubbio la capacità di Sil di difenderla ….
stavano offendendo il suo onore ……
ma in quel momento Draug non se ne poteva preoccupare .........
avevano degli affari più urgenti da portare a termine …..
salvare Teris se ancora fosse stato possibile ........ ma in cuor suo era certo di si.

Terminate le presentazioni Draug ricordò ai compagni che l’ora dell’appuntamento alla scuola di magia si avvicinava
per cui dovevano avviarsi ….. e così fecero.

L’eterogeneo gruppo - due eladrin, un goliath ed umana dall’andatura un po’ affaticata – si presentò davanti alle porte della scuola di magia,
fu fatto accomodare dalle guardie e subito raggiunto dalla giovane maga dalla mano di cristallo – un giorno o l’altro il mago avrebbe dovuto farsi raccontare qualche cosa in merito a quel cristallo.

La giovane condusse il gruppetto al cospetto di due singolari vecchietti
e li presentò come gli amministratori della scuola …..
due gocce d’acqua (anche i vestiti erano identici) che parlavano come una persona sola …..
non in coro o in stereofonia ma terminando l’uno le frasi dell’altro ………… era divertente .............
anche se alla lunga il loro modo di fare ...... avrebbero fatto impazzire anche l’uomo più paziente………
dopodiché la ragazza si congedò - aveva un esame da sostenere proprio quella mattina ………

Come sempre il mago invitò il fratello a mercanteggiare con i due amministratori ....
(Draug era consapevole di non avere, già di norma, grosse doti di diplomazia figuriamoci adesso che era particolamente agitato)
.... ma questi - senza lasciarsi blandire dalle parole di Sil, anzi senza neanche dargli la possibilità di iniziare ad usare le proprie doti - ...... rivolsero una precisa richiesta al mago per soddisfare a loro volta la sua: trasportare tutti ad Airspur ….....
un anno di studio ed insegnamento presso la scuola di magia………

il mago fu molto colpito dalla proposta …….. ed anche molto onorato ......... ma spiegò che non poteva accettare in quel momento dovendo risolvere alcuni problemi familiari .......... per cui chiese se non fosse possibile avere una proroga …..
........ i due vecchietti gli offrirono un anno di tempo ……….
......... un anno di tempo pensò il mago ............ uhm .......... rischiava di non era sufficiente …….
dovevano passare ancora 8 mesi prima che suo nipote nascesse ……
....... e non escludeva che dopo la nascita suo fratello, il piccolo e Raghnild avrebbe potuto aver bisogno di lui ………
.......specie se avessero deciso di recarsi nel Rashmel ................
.........aveva bisogno di più tempo .......... dovevano concedergli una proroga sine die .......... avrebbe promesso sul proprio onore che non appena avesse risolto i problemi familiari sarebbe tornato .............
.......e così fece ma di fronte alla sua istanza invece di concedergli quanto richiesto i due vecchietti opposero un secco rifiuto .......

Cosa fare non poteva abbandonare la sua famiglia ........ ma il prezzo richiesto era notevole ...........
ma prima ancora che potesse proferire parola .......... il fratello aveva già capito tutto ed offrì il suo scudo per pagare ……..
.......... il mago guardò Sil con occhi pieni di riconoscenza …… e poi rivolgendosi ai due maghi disse che una volta risolto i problemi, anche senza l’obbligo, sarebbe comunque tornato per restare insegnare un anno nella scuola se gli fosse stato permesso ………… i due non solo accettarono di buon grado ma manifestarono il loro compiacimento per la condotta di Draug………

Sil chiese ed ottenne il trasferimento degli incantamenti della corazza di Raghnild su un’armatura di pelle visto che il suo stato le rendeva oramai impossibile sostenere il peso dell’attuale armatura e ben presto le trasformazioni fisiche le avrebbero reso impossibile persino indossarla……..

I due maghi spiegarono le modalità del trasferimento ad Aiuspur e ritorno; consegnarono a Draug la chiave che avrebbe riaperto il portale che da Airspur li avrebbe ricondotti alla scuola …… dopodiché si congedarono dicendo al gruppo di prepararsi e di tornare da loro non appena pronto giacché potevano partire in qualunque momento…………..

Dopo una corsa ai loro alloggi per prendere tutto il necessario fecero ritorno al cospetto dei due simpatici vecchietti, che nelle more avevano predisposto il cerchio magico che avrebbe aperto il portale ………

Un attimo prima guardavano i due vecchietti salmodiare ……… un attimo dopo erano nel vicolo vicino alla locanda Anima di Fuoco……….

Draug con un balzo evitò le rune che si erano formate nel fango e corse verso la locanda ……… spalancò le porte …….. ma la trovò desolatamente vuota ………… per cui inizio a chiamare …. ad un tratto apparve la padrona della locanda ………. la sua espressione non faceva presagire niente di buono ……… ma il mago invece di frenare il proprio impeto iniziò a sommergere Valeris di domande su dove fosse Teris …… come stesse ……… che l’aveva sognata ……… che aveva sentito il dolore della ragazza ……… che era lì per salvarla ……… fortuna volle che arrivassero gli altri, specie Sil, che riuscirono a spiegare meglio la vicenda e convincere Valeris delle loro buone intenzioni …… altrimenti per Draug l’incontro con Valeris sarebbe divenuto quantomeno scottante ………. nel vero senso della parola visto che nel mentre il mago parlava l’aura di fuoco della genasi si era andata via via ampliando.

Draug ripensò a quanta fatica era costata a tutti loro, specie a suo fratello e a Raghnild curare Teris ……… alla sua voglia di far pagare a quei due le sofferenze inferte a Teris ……. sarebbe stato possibile tornare nell’Alto Imascar prepararsi, volare con un'ala rossa ed andare ad aspettare al porto l’arrivo della loro nave e fargliela pagare……..

ma Valeris lo aveva dissuaso – anche con l’aiuto di Raghnild - non era ancora pronto ed anche con l’aiuto di tutti i suoi compagni la vittoria sarebbe stata molto difficile ……. i due erano troppo malvagi mentre lui no ….. e questa debolezza lo avrebbe potuto perdere ………. sarebbe stata usata contro di lui dai due albini ….. doveva rinunciare …..

il mago alla fine si era piegato, seppur a malincuore, ma non aveva rinunciato avrebbe rinviato lo scontro ad un momento successivo quando avesse acquisito maggior potere ……. magari quando fosse riuscito a strappare via il velo di mistero che nascondeva il vero potere del suo anello….. o meglio ancora quando fosse riuscito a padroneggiare i poteri del bastone con il frammento di piaga magica …… si sarebbe stato molto divertente bruciare quei due con il fuoco azzurro………

Poi i pensieri del mago tornarono per un istante al suo incontro con Teris provata dalla malattia …. alla difficile scelta di seguirli ……. al toccante congedo fra le due sorelle genasi ………
ed infine al suo impegno assunto con Valeris di difendere Teris, proprio poco prima di balzare nel cerchio magico e tornare alla scuola di magia…..

Sembrava che fosse passata un’eternità ed invece erano trascorsi solo due giorni e da eroi si erano tramutati in un branco di ragazzini rissosi….. lui che continuava la sua puerile sfida con Graf ……. Sil che faceva di tutto per creare occasioni di scontro con il nuovo arrivato ……….

Draug aveva cercato di spiegare a Teris le loro motivazioni ……. ma più cercava di spiegare più si convinceva che tutto sommato lei aveva ragione ……. e mentre questa consapevolezza faceva presa su di lui si sentì accarezzare da un leggero alito di vento ……….. Teris pensò ……. ed infatti aprì gli occhi ed ecco apparire il volto della genasi ……..

Ultima modifica di Reds74 : 16-11-2009 alle ore 08.36.23.

Mattinata movimentata........
  #10  
Vecchio 10-11-2009, 09.37.40
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Il Mago si era appena ridestato dalla sua meditazione ed aveva rivolto un saluto a Teris quando sentì bussare alla porta.

Chi poteva mai essere? Sil e gli altri erano andati all’ambasciata da Graf e anche se fossero stati ricevuti immediatamente non sarebbero comunque ancora potuti tornare; Karim era in missione;
l’unico modo per rispondere era andare ad aprire - Teris si era già avviata alla porta - il mago la raggiunse prontamente ed aprì la porta.

La scena che gli si parò dinanzi lo lasciò alquanto colpito, era Raghnild cioè no: davanti a lui si parava un’umana che sembrava, aveva le sembianze, di Raghnild ma aveva i capelli castani ed era più grande era una donna mentre Raghnild era ancora una ragazza.
La nuova arrivata si presentò come Ingrid al servizio dell’ambasciatore del Thymanter e cercava proprio lui.

Il mago invitò la nuova arrivata ad entrare, si fece da parte per farle strada e la fece accomodare nel salotto della sua stanza, dopodiché si accomodò anche lui.

Teris si pose immediatamente alle spalle della donna pronta ad intervenire nel caso ce ne fosse stato bisogno e resto in quella posizione per tutta la durata della conversazione.

Ingrid spiegò che l’ambasciatore l’aveva inviata a conferire con Draug in quanto quest’ultimo era stato visto più volte presso l’ambasciata del Chessenta per cui immaginava che avesse qualche legame con l’ambasciatore Graf;

Del resto, pensò, lui ed il fratello avevano confermato tale circostanza allorquando si erano recati a rendere omaggio all’ambasciatore il giorno precedente.

La donna proseguì spiegando che avevano saputo dello spiacevole episodio avvenuto nel corso dell’insediamento di Graf e visti i legami che univano i rispettivi regni volevano sapere se c’erano dei pericoli che minacciavano Graf e se potevano in qualche modo essere di aiuto.

Il mago obiettò - non tanto per mancanza di disponibilità nei confronti dell'offerta ma piuttosto per cercare di apporfondire le motivazioni della stessa - che avrebbero potuto offrire il loro aiuto direttamente a Graf e se fosse stato necessario o ritenuto più opportuno si offrì di farsi egli stesso portavoce presso Graf di questa offerta di aiuto in modo da incanalare la vicenda nei giusti binari istituzionali.

Ingrid ribatté che preferivano, almeno per il momento, Graf non venisse messo al corrente di quell’interesse e di quell’offerta di aiuto, adducendo delle generiche motivazioni di opportunità.

Draug, del resto non fu affatto meravigliato da tale richiesta, per quel che lo conosceva Graf era un uomo estremamente diffidente, anzi diciamo pure paranoico;
per cui avrebbe sicuramente immaginato chissà quale complotto o tentativo di infiltrazione o spionaggio ed avrebbe tirato su mille barriere e poi orgoglioso com’era avrebbe senz’altro sostenuto di non aver bisogno di nessuno: lui il “grande capitano Von Back”;
al mago sembrava quasi di vederlo con quel suo fare altezzoso e sgarbato, armato della sua fida picozza, sbraitare e pontificare sulla sua autonomia ed autosufficienza.

Si, decise, avrebbe tenuto per sé quest’offerta.

Dopo aver tranquillizzato Ingrid sulla sua discrezione, le chiese se poteva farle una domanda personale.
La donna accettò, spiegando che era il minimo per la disponibilità e l’accoglienza ricevuta;
il mago allora le chiese quale fosse il suo paese di origine e, quando ebbe la conferma che fosse il medesimo di Raghnild, le domandò se avesse una sorella che faceva la sacerdotessa;

il mago poneva le domande come un ragno tesse la propria tela dall’esterno verso l’interno sempre più stretta , fino a quando giunse a chiedere, quasi con fare distratto, “ma per caso ha una sorella di nome Raghnild?”

Ingrid rimase per un istante senza parole ma si riebbe quasi subito e disse: “Si, perché la conosce?” a questo punto, ottenuto quello che voleva e ritenendo di potersi fidare abbastanza, il mago raccontò ad Ingrid come aveva conosciuto Raghnild e nel parlare di qualche episodio relativo alla missione che stavano compiendo ne rivelò alcuni particolari ma limitandosi solo a fatti piuttosto notori ed aggiungendo che c’era un complotto che voleva portare il caos nell’Alto Imascar rovesciare l’attuale governo e restaurare l’impero Mulorand e che Graf vi era coinvolto, ma nel senso che stava cercando di impedire la cosa (anche se non con troppo entusiasmo e dedizione ad essere sinceri, pensò il mago).

Infine Draug , spiegò che in quel momento Raghnild era via ma che presto sarebbe tornata ed invitò Ingrid a trattenersi in attesa che la sorella tornasse.

Ingrid disse che malgrado la voglia di rivedere la sorella aveva delle incombenze da sbrigare per conto dell’ambasciatore e che pertanto i suoi obblighi non le permettevano di indugiare ulteriormente ma pregò il mago di riferire alla sorella del loro incontro e che desiderava rivederla al più presto e che l’avrebbe aspettata all’ambasciata.

Draug, dopo averla rassicurata che avrebbe informato Raghnild non appena fosse rientrata, accompagnò Ingrid alla porta.
La donna ringraziò e prima di andare via ribadì l’offerta di aiuto formulata dal suo ambasciatore.

Draug aveva appena chiuso la porta e stava per mettersi a chiacchierare con Teris che sentì nuovamente bussare, quel giorno non riusciva ad avere un attimo di pace, pensò; stavolta era Sil con gli altri………

Li fece accomodare e senza troppi giri di parole chiese a Raghnild: “hai una sorella di nome Ingrid?”
la sacerdotessa sbiancò, per fortuna era già seduta (per la verità il mago prima di lanciare la sua "notizia esplosiva" si era accertato che si fosse accomodata) altrimenti si sarebbe accasciata al suolo, ma non appena si riprese tempestò il mago di domande.

Draug dopo averla invitata alla calma iniziò a raccontarle l’accaduto; non appena le trasmise l’invito della sorella vide Ragnild scattare in piedi pronta a correre dalla sorella, ma, Draug la frenò dicendo che forse sarebbe stato meglio recarsi l’indomani visto che la sorella aveva delle incombenze da svolgere per l’ambasciatore; ben sapendo che quaando Raghnild si metteva una cosa in testa era praticamente impossibile farle cambiare idea specie se riguardava vicende che coinvolgevano persone a lei care - vicenda Sil docet.

Ultima modifica di Reds74 : 16-11-2009 alle ore 13.23.40.
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