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29-01-2010, 12.20.58
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Cantastorie
Oligarca di Ardor
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Il Pellegrino dei Mondi osservava l’Enclave Celeste da un’altura fuori città, chiuso nei suoi pensieri…
All'improvviso, la sua contemplazione venne disturbata dalla sensazione di non essere più solo: senza girarsi, distolse la sua attenzione dall’immensa torre, ascoltando invece i rumori tutt’attorno a lui, fino ad avvertire un fruscio appena appena percepibile al di sopra del rumore prodotto dall’erba sferzata dal vento: “Hai notizie per me, Sylark?” chiese.
La figura che si stava avvicinando a lui si bloccò di colpo e si inginocchiò, anche se il Pellegrino dei Mondi continuava a rivolgergli le spalle: “Sì mio signore! Sono entrati nel tempio… Tutti!”
“Molto bene!” riprese l'uomo “Procedi con la fase successiva del piano!” ordinò, sempre senza voltarsi, ma ascoltando il rumore dei passi leggeri di Sylark che si allontanavano, fino a fondersi di nuovo con il fruscio dell’erba, dopodichè riportò lo sguardo sulla torre purpurea.
Improvvisamente, il Pellegrino dei Mondi sorrise. Gli era appena venuta in mente un’idea per agevolare la successione dell’Imperatrice Ususi Manaallin, e l’ispirazione gli era giunta da una frase pronunciata dall’ambasciatore del Chessenta: “Dovrò ringraziarlo, prima o poi” disse fra sé e sé.
La sua gelida risata si perse nel fruscio del vento sull’erba…
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29-01-2010, 15.21.08
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Cantastorie
Oligarca di Ardor
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Nasser-ahnk-Toth stava dormendo nella sua stanza nella locanda ove aveva preso alloggio nell’attesa che si presentasse l’occasione per rendersi utile nella ricerca che l’ambasciatore Graf von Bek ed i suoi improbabili alleati stavano conducendo.
Non si accorse della figura diafana che iniziò a sbucare dal pavimento: ”Nasser…” sussurrò la figura “… Nasser… ho bisogno di te… ”
Più che sentirla, Nasser ne avvertì la presenza e si destò di soprassalto, pronto a tutto meno che a quello che si trovò di fronte. Con gli occhi sgranati per lo stupore, si rese conto che la figura effimera che aveva davanti era la sua amica e compagna Nefer!
“Nefer! Ma cosa…” disse il massiccio tiefling, esitando per un attimo, ma quell’attimo gli fu fatale…
“Nasser… ho bisogno di te… ” ripetè l’immagine di quella che era stata una donna, senza mostrare emozioni sul suo volto quasi trasparente e insinuò le sue mani nel petto di Nasser, all’altezza del cuore: il freddo della morte invase il corpo del tiefling, che cercò di urlare accorgendosi però, un istante prima di perdere i sensi, che non aveva fiato per farlo.
Ddopodichè l’oscurità cadde su di lui, mentre il fantasma che lo aveva attaccato invadeva la sua mente.
Alcuni minuti dopo Nasser-ahnk-Toth, senza avvisare le sue guardie del corpo, usciva dalla locanda senza lasciar detto dove andava...
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05-02-2010, 12.25.51
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Cantastorie
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Mentre i giovani adepti del tempio di Sune ricoprivano con un lenzuolo candido il corpo della sacerdotessa Assunia, Rinìl, una giovane elfa, l’ultima novizia del tempio, stava raccontando cos’era successo al sergente della pattuglia degli Esecutori, che era accorsa non appena dal tempio avevano dato l’allarme:
”Era molto alto…” iniziò la ragazza, ancora visibilmente scossa per quanto accaduto “… due metri o più… credo. Somigliava ad un demone, aveva le corna sulla testa, la sua pelle era rossastra… gli occhi rossi come braci ardenti ed una coda.. E’comparso improvvisamente nel nostro giardino ed ha afferrato la nostra priora, bloccandole il collo con le sue grandi braccia, poi le ha girato la testa di scatto… Oh! Per la dea! Ho sentito il rumore del suo collo che si spezzava ed ho visto il suo corpo che si abbandonava come… come una bambola di pezza! Ricordo di aver urlato e Remy e Talos sono accorsi.. ma quel mostro ha fatto un gesto verso di noi impugnando una bacchetta... E poi ricordo solo una grande luce e un dolore tale da farmi svenire. Quando ci siamo ripresi il corpo della prediletta Assunia galleggiava senza vita nelle acque del laghetto…”
La ragazza, scossa dai singhiozzi non potè continuare. Il sergente Huor, ritornò dai suoi uomini, affidando l’elfa alle cure dei suoi confratelli (lanciandole però una fugace occhiata ogni tanto, complice il diafano vestito che la ricopriva), poi diede le sue disposizioni.
“Saeros, torna alla caserma e segnala che stiamo cercando un grosso Tiefling, nessuno prenda iniziative, potrebbero essercene più d’uno in città: in questo caso dovremmo stabilire chi sia il colpevole!. Se lo trovano, voglio esserne informato subito, poi deciderò il da farsi! Baran! Tu andrai all’Accademia degli Artefici, riferisci quanto è accaduto e chiedi loro di verificare se è possibile che qualcuno abbia evocato qualcosa, con o senza il loro permesso!”.
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05-02-2010, 13.51.28
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Cantastorie
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Ra-Male osservava il suo giardino al tramonto, ricavandone una sensazione di tranquillità… In quei momenti i ricordi dei tormenti subiti nel recente passato si affievolivano, anche se non scomparivano del tutto.
All’improvviso avvertì un acuto dolore ad una spalla, ed una sensazione di bruciore le pervase il corpo: le mancarono le forze e si accasciò al suolo…
Lo sguardo leggermente offuscato non le impedì di intravvedere una figura albina che le si avvicinava e si inginocchiava accanto a lei:
“Sylark… perché?” sussurrò Ra-Male, mentre sentiva che le forze l’abbandonavano “Sono sempre… stata… fedele..”
“Oh, lo so… “ rispose l’assassina, accarezzandole con la mano guantata una guancia “Ma così ha deciso il nostro padrone! Non chiedermi di più, non saprei cosa risponderti!” Nella fredda voce di Sylark non si avvertiva nessuna nota di pietà o di compassione. L’assassina concluse:
“Chiudi gli occhi Ra-Male e lasciati andare. Soffrirai meno se non resisterai al veleno..”
“Sento… freddo…” furono le ultime parole pronunciate da Ra-Male.
Sylark attese ancora qualche minuto, per assicurarsi che la sacerdotessa di Chauntea fosse morta, poi si cambiò d’abito, mentre assumeva le sembianze del Tiefling Naerus, quindi uscì dal tempio badando a farsi vedere da molte persone, prima di infilarsi in un anfratto dell’immensa torre, cambiare nuovamente aspetto e perdersi tra la folla…
Da lontano le giunse l’eco di un grido: il delitto era stato scoperto.
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Morte di un amica |
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08-02-2010, 00.09.08
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Novizio
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Morte di un amica
Se la discesa agli inferi che aveva caratterizzato l’ultima avventura era stata provante, niente avrebbe potuto essere comparabile alle tristi notizie che aspettavano Ragnhild e i suoi amici rientrando all’Enclave celeste.
Avevano combattuto duramente contro tutti i nemici e anche contro se stessi per riportare nel mondo il frammento della terra.
L’ultimo combattimento che li aveva contrapposti al figlio degli dei era stata particolarmente cruento, Draugcaran era stato ad un passo dal perdere conoscenza nel momento in cui il loro nemico aveva deciso di concentrare su di lui i suoi attacchi più violenti. Ragnhild ricordava ancora le fasi finali del combattimento. Graf e Aralk avevano decretato la sconfitta del figlio degli dei.
Il gigantesco costrutto che li sovrastava, stava di nuovo utilizzando le sue energie per elevare una barriera che impediva alle armi, ai sortilegi e ai poteri taumaturgici di raggiungerlo e danneggiarlo. Graf von Bek, il valoroso condottiero che si era rivalutato molto agli occhi di Ragnhild in quella ultima serie di combattimenti, decise di tentare il tutto per tutto scatenando sul nemico tutta la sua abilità guerriera. Con un colpo ben assestato lo sbilanciò, annullando l’effetto della sua aura protettiva, per poi mettere a segno un magistrale colpo con la sua lancia che perforò la pelle metallica della creatura impalandola contro la parete. Eppure nonostante la violenza del colpo, il mostro non sembrava voler cedere, i suoi occhi inumani si focalizzarono sul suo attaccante con uno sguardo d’odio. Graf stesso non poteva credere ai suoi occhi, aveva sferrato il suo colpo più forte ma, a dispetto delle aspettative, la creatura era ancora viva e si preparava a rispondere al offesa subita. Aralk che era appostato sulla sinistra del nemico non aspettava che quella occasione, quel momento di debolezza e distrazione. Lanciando un urlo possente, balzò temerariamente su di lui sferrando un colpo della sua larga e pesante spada. La lama fece scaturire scintille nell’impatto e il fendente penetrò a fondo nel collo del figlio degli dei staccando di netto la sua testa dal corpo.
Quando la testa cadde al suolo, il corpo iniziò a sfaldarsi in una sottile polvere metallica con riflessi azzurrini. L’unico oggetto a non perdere consistenza fu il frammento della terra che il barbaro non esitò a raccogliere.
Graf lo guardò indispettito e avvicinandosi gli intimò di restituirlo.
— Lascia stare quel frammento, Aralk. Spetta a me raccogliere gli artefatti di cui siamo alla ricerca.
Aralk lo guardò con aria interrogativa.
— Non è stato tuo il colpo mortale. Reclamo questo trofeo in onore del nemico che ho ucciso.
Graf rimase sbigottito da quel ragionamento e perse la calma.
— Che cavolo stai dicendo, Grosso bue? Quello che hai in mano non è un trofeo e questo mostro non lo hai ucciso da solo. Restituiscimelo immediatamente o te ne pentirai.
Aralk non si fece intimidire dalle ruvide parole di Graf.
— E’ uno scontro quello che cerchi, umano? Se è così, sono pronto ad accontentarti. — con quelle parole Aralk fece mulinare la spada in posizione offensiva. I suoi occhi brillavano di una luce sinistra, poiché le energie della frenesia combattiva che lo avevano sostenuto durante il combattimento erano ancora in lui.
Ragnhild si avvicinò a Graf che aveva già cominciato a muoversi minacciosamente verso il barbaro, gli prese un braccio attirando la sua attenzione.
— Aspetta Graf, le cose non sono andate come pensavo, ma questa è la soluzione che avevo intenzione di prospettarti.
Graf la fissò ancora più sbalordito.
— Cosa vuoi dire? Non bastava il barbaro ora ti ci metti anche tu? Di quale soluzione stai vaneggiando?
— Calmati, te ne prego. La soluzione che volevo prospettarti era quella di dividere gli artefatti fra di noi. Così che Nezram avrà maggiori difficoltà a rubarli.
Graf continuava a guardare Ragnhild con stupore.
— Così è questa la proposta di cui parlavi quando abbiamo iniziato a scendere in questo inferno. A me questi artefatti non interessano! Ho un ambasciata a cui badare. Se volete continuare questa cerca assurda per conto vostro, fatelo pure. Vuoi anche il primo artefatto? Vuoi anche la chiave?
Graf stava alzando il tono della voce e quella reazione aveva spiazzato anche la sacerdotessa, ma furono interrotti dal rumore dei crolli che avvenivano attorno a loro. Privo del energia vitale del figlio degli dei il tempio stava crollando, implodendo letteralmente su stesso sotto il peso delle energie della coltre oscura che lo circondava.
A ciascuno fu chiaro che l’unica via di salvezza era scappare lungo la scala che avevano usato per scendere. Iniziarono a salire ma la scala si spezzava più rapidamente di quanto loro potessero correre, alla fine furono inghiottiti dal buio della coltre oscura e Ragnhild non poté far altro che abbracciare Sil-Oré che le stava al fianco.
Ragnhild e tutti gli altri scoprirono che il tempo era trascorso in modo diverso per ciascuno di loro. Draugcaran fu il primo a materializzarsi nel deserto vicino al tempio, seguito dopo tre giorni da Ragnhild, Sil-Oré, Graf, Roghart e Belak. L’ultimo a ritornare fu Aralk con il frammento della terra ancora nelle sue mani.
Ragnhild sorrise tristemente ripensando a quei terribili momenti, alla sua logicamente folle idea di tenere i pezzi separati. La lettura dei passi successivi della pergamena recitavano che era necessario unire i primi due pezzi per trovare il terzo.
Quello che lei aveva sperato di evitare era necessario compierlo per continuare la cerca. Si sentì una stupida per questa sua innocente idea. Ora il problema più grande sarebbe stato convincere gentilmente Aralk a consegnare il suo trofeo. Ragnhild si augurava che almeno a lei il barbaro avrebbe dato ascolto.
Ragnhild allungò una mano a toccare un delicato bocciolo di rosa del giardino del tempio di Chauntea. Ricordava altre mani toccare quei fiori, mani dalla pelle olivastra, le mani di Ra-Male. Ora Ra-Male era morta e la colpa sembrava essere del Tiefling Nasser-Ahnk-Toth, lo stesso colpevole della morte della reverenda Assunia.
Quando Ragnhild aveva appresso quella tragica notizia si era precipitata al tempio e aveva interrogato le guardie della città e i vari testimoni. Qualcosa in quelle testimonianze non l’aveva completamente convinta e decise di approfondire le sue ricerche.
Mentre si avvicinava la sacra ora del tramonto, approntò un rituale che forse le avrebbe rivelato l’identità del vero colpevole.
Si voltò verso Aralk che aspettava a poca distanza — Aralk, ti prego fa buona guardia. Avrò bisogno di tutta la concentrazione per svolgere un rituale e potrei trovarmi indifesa.
— Si mia Signora.
Sil-Oré non le era accanto, i suoi doveri di paladino lo avevano richiamato al tempio di Sune, dove probabilmente stava conducendo un indagine simile a quella che lei conduceva al tempio di Chauntea. Avevano sperato di poter celebrare un matrimonio congiunto; ma ora, con la morte delle due autorità religiose delle loro rispettive Dee, tutto sembrava più difficile.
Ragnhild emise un sospiro, poi accese due piccole candele colorate, si mise in ginocchio ed iniziò a salmodiare parole di potere che lentamente iniziarono a metterla in comunione con gli esseri della natura che abitavano il giardino. All’inizio non accadde niente, poi due passerotti che volavano nelle vicinanze, iniziarono a vorticare intorno alla figura di Ragnhild e scesero a posarsi vicino alle sue ginocchia, Ragnhild smise di salmodiare e sorridendo rivolse loro una domanda.
— Gentili fratelli, l’essere che ha preso la vita di Ra-Male aveva corna e coda?
Uno dei due passerotti, inclinò il capino nella direzione della sacerdotessa e pigolo una risposta. — No. Corna e coda sono cresciute dopo. — Detto questo il passerotto volò via.
Ragnhild osservo il secondo passerotto e gli rivolse una seconda domanda — Piccolo figlio di Chauntea, l’essere che ha preso la vita di Ra-Male aveva capelli bianchi e la pelle pallida?
— Si. Aveva capelli bianchi pelle pallida e occhi gelidi.
Anche il secondo passerotto volò via e Ragnhild mando loro una benedizione sincera. Aveva le sue prove, ora bisognava capire in quale modo Ra-Male era collusa con il muta forma che continuava ad insidiarli.
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Piccole considerazioni |
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08-02-2010, 15.52.58
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Novizio
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Piccole considerazioni
Certo che Raghnild è veramente capace di creare confusione forse è proprio lei l'elemento dirompete del gruppo, penso il mago, mentre sedeva ai piedi dell'ala rossa, che lo aveva recuperato allorquando era riapparso nel deserto nello stesso istante in cui il suo doppio del passato entrava nel cubo.
Certo che era stata un'esperienza interessante questo suo viaggio nel passato peccato non aver potuto sfruttare questo guadagno di tempo per ritornare da Teris e magari sorprendere i propri avversari con la guardia abbassata; ma il conduttore dell'ala rossa era stato irremovibile non avrebbe lasciato l'altipiano senza l'ambasciatore e se avesse riportato lui in città non avrebbe potuto essere presente all'appuntamento convenuto.
Dove c'è di mezzo lei si creavano scontri, prima lui e Sil, poi Sil e Graf, Sil ed Aralk e da ultimo Graf ed Aralk e si domandò se mancasse qualche scontro all'appello.
Lo spettacolo che avevano regalato l'ambasciatore ed il barbaro era stato tutto fuorché edificante - fortuna che Teris non era presente gliene avrebbe dette di tutti i colori - sembravano due bambini che litigano per un giocattolo. Erano assolutamente dimentichi degli altri e di quello che succedeva intorno a loro! Il tempio gli stava crollando addosso e loro non pensavano ad altro che a contendersi quel pezzo di pietra!!!
Bisogna riconoscere però che Raghnild il più delle volte riusciva anche a porre rimedio agli scontri che provocava ma fino a quando sarebbe riuscita a farlo questo era un mistero, il giorno che avesse fallito il gruppo sarebbe esploso in uno scontro interno da cui nessuno ne sarebbe uscito indenne e forse, anzi quasi certamente ci sarebbe scappato il morto.
La cosa tra virgolette "triste" era che la sacerdotessa faceva tutto a fin di bene - è anche vero che la strada per l'inferno è lastricata di buone intenzioni - ma non si sa come finiva per innescare ogni volta uno scontro.
Del resto anche i suoi comportamenti durante gli scontri non erano esenti da rimprovero: non poteva correre sempre in aiuto del barbaro mettendo in secondo piano Sil.
Il risultato di questa bella passeggiata nel tempio era stato che il barbaro aveva due nemici all'interno del gruppo pronti a fargli la pelle che, benché si detestassero cordialmente - anche senza il cordialmente - non avrebbero perso l'occasione per coalizzarsi contro di lui e a quel punto cosa sarebbe successo? Raghnild sarebbe stata in grado di sedare i tre bellicosi uomini? In caso contrario ci sarebbe stato uno scontro in cui il barbaro avrebbe avuto certamente la peggio anche perché nessuno si sarebbe schierato al suo fianco: il ladro ed il guerriero erano da troppo poco tempo nel gruppo e quindi sarebbero rimasti certamente neutrali, lui neanche a dirlo avrebbe aiutato suo fratello o al massimo sarebbe rimasto a guardare quei due fare poltiglia del barbaro; restava solo Raghnild, cosa avrebbe fatto? avrebbe provato a difendere il barbaro? contro il padre del figlio che portava in grembo?
Doveva parlare con la sacerdotessa ed esternarle tutte queste preoccupazioni ed trovare, magari insieme a lei, una soluzione che impedisse che i suoi timori divenissero realtà, sì non appena l'avesse rincontrata avrebbe cercato di appartarsi un attimo con lei - il suono fantasma era l'ideale per sussurrarle all'orecchio senza che altri sentissero e concordare un incontro - e cercare una soluzione o almeno di rappresentarle la situazione con gli occhi di chi era - almeno stavolta e per ora - un mero osservatore, in modo che la sacerdotessa iniziasse a rifletterci su. Del resto avevano 3 giorni di viaggio prima di tornare in città.
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Elegia |
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08-02-2010, 18.39.16
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Apprendista
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Elegia
Sil-Orè osservava il giardino del tempio di sune impassibile, almeno all'apparenza.
La scena che vi si svolgeva era immensamente triste, le spoglie mortali di Assunia prima sacerdotessa del tempio erano composte per darle l'ultimo saluto.
Gli accoliti del tempio e i fedeli che avevano amato Assunia erano tutti presenti, e intonavano canti e inni in suo onore, se una persona poteva dire di essere amata quella era stata certamente la sacerdotessa di Sune.
Sil la conosceva da poco, eppure era riuscita a impressionarlo con la sua saggezza e bellezza, poche donne umane conoscevano l'animo delle persone come lei.
E ora sarebbe spettato a lui darle l'ultimo saluto, e il bacio di addio della Dea in veste di alto sacerdote di Sune non che suo paladino, doveva prendersi questo compito, in quanto al tempio non c'erano altri sacerdoti di rango più elevato del suo, e spettava a lui come campione della Dea somministrare la giustizia di Sune su un cosi efferato omicidio.
Sapeva molto bene che dietro all'assassinio di Assunia si celava Nezram. Era stato fin troppo chiaro, come chiara era la manovra per fare terra bruciata intorno a loro.
Assunia l'aveva aiutato con i suoi consigli e con la sua divinazione e questo in qualche modo doveva aver indispettito il Mago, lui sapeva chi era Nezram ed era stata proprio Assunia a informarlo, era stata lei a metterlo in guardia, ma non aveva potuto prevedere che le conseguenze la avrebbe pagate lei.
Sil ribolliva di silenziosa rabbia mentre la cerimonia giungeva al suo apice, Quello sporco stregone da strapazzo aveva osato troppo colpendo la chiesa di Sune. Un conto era colpire loro direttamente come in precedenza aveva cercato di fare, un altro era colpire chi gli aveva solo aiutati.
Sapeva che Nasser-ahnk-Toth era solo un diversivo per distrarli, troppo facile dare la colpa al Tiefling dei omicidi di Assunia e Ra-Male.
Ragnhild era riuscita grazie ai suoi incantesimi a sapere che era stato il muta forma a uccidere Ra-Male sacerdotessa di Chauntea, e lui avrebbe interrogato tutti al tempio per avere in mano indizi concreti, contro quel fastidioso servo di Nezram.
Sil concluse la cerimonia, e le spoglie mortali di Assunia vennero portate nella sua ultima dimora.
E ora toccava a lui cercare di fare giustizia, la caccia era aperta!
Ultima modifica di Rinil : 10-02-2010 alle ore 17.36.19.
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Riflessioni |
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09-02-2010, 13.09.03
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Novizio
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Riflessioni
Era passato solo un giorno da quando era riapparso fuori dal cubo ed ancora non si vedevano gli altri, ma il mago pensava di aver capito cos'era successo: una sorta di distorsione temporale causata dalla volontà di ciascuno combinata con le forze della Coltre Oscura e degli antichi dei Mulloran; i suoi compagni sarebbe riappari fuori decorsi esattamente i giorni in cui avevano creduto di aver trascorso all'interno del cubo per cui ad occhio e croce dopo 3-5 giorni.
Nell'attesa ripensò alla recente battaglia contro il figlio degli dei, aveva rischiato veramente tanto, non era mai stato ferito così gravemente - per la verità in genere gli avversari non riuscivano neppure a sfiorarlo - certo aveva anche preferito subire alcune ferite e rischiare di morire piuttosto che defilarsi ma lui era fatto così, non avrebbe anteposto la sua salvezza a quella dei propri amici, ma proprio per questo doveva correre ai ripari al rientro avrebbe dovuto trovare il modo di innalzare le sue difese specie in vista di un possibile scontro con i due loschi individui che avevano quasi ucciso Teris.
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Sgradevoli sorprese |
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10-02-2010, 14.22.40
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Novizio
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Sgradevoli sorprese
Mai una vittoria aveva avuto un gusto più amaro per il gruppo, al loro rientro avevano appreso della morte di tre possibili alleati, si 3 nonostante quello che potevano pensare gli altri oltre alle due sacerdotesse anche il tiefling poteva essere un buon alleato, all'occorrenza ed invece il loro Avversario con un abile mossa era riuscito a mettere fuori gioco anche quest'ultimo, il cerchio intorno a loro si stringeva sempre di più.
Ogni volta che sembrava che avessero imboccato il sentiero giusto che li avrebbe portati alla meta ecco che si ritrovavano in un vicolo cieco:
- i due assalitori di Teris era avvenuta la stessa cosa, sembrava che avessimo i loro spostamenti sotto controllo ed ivece erano spariti nel nulla;
- la donna con cui aveva passato la notte lui al posto del fratello si era dileguata;
- il mutaforma che ogni tanto si mostrava per degli attimi sfuggenti ma che nonostante lasciasse dietro di sè una scia di sangue e morte restava sempre inafferrabile;
- la sacerdotessa del tempio di Sune che sembra essere sulla buona strada per scoprire informazioni utili sul Pellegrino ed i suoi piani: eliminata;
- Ra-Male anch'essa eliminata;
- il tiefling eliminato o ridotto all'impotenza - non era ancora chiaro se colui il quale era stato arrestato ed interrogato dai soldati dell'Imperatrice fosse veramente Nasser.
In ogni caso quand'anche fosse lui e fosse ancora in possesso delle sue capacità fisiche e mentali difficilmente sarebbero riusciti a parlargli e anche in tale ultima ipotesi dubitava fortemente che gli sarebbe potuto essere d'aiuto.
Inoltre anche se fossero riusciti a scagionarlo - ci sarebbe voluto tempo ed energie che non potevano sottrarre alla loro cerca - era comunque fuori gioco.
A tutto questo si aggiungeva che sia Raghnild che Sil avevano tutta l'intenzione di mettersi a capo delle rispettive chiese, non bastava l'ambasciatore con i suoi impegni istituzionali, il tempo era sempre di meno le incombenze sempre di più e c'era un nuovo enigma sulla pergamena da sciogliere, forse anche più complesso dei precedenti e chissà in quale altro luogo tenebroso li avrebbe condotti.
In più Sil era sul piede di guerra, quel testone di suo fratello quando si infilava in questioni d'onore era peggio di un mulo recalcitrante, non c'era verso di distoglierlo dai suoi propositi ed immancabilmente si ficcava nei guai che più passava il tempo e più diventavano grandi. Chissà stavolta dove avrebbe condotto i due fratelli l'ardore divino del paladino; del resto Draug non avrebbe mai abbandonato il suo fratellino minore - anche se gemelli lui era il maggiore - avrebbe fatto sempre tutto il possibile, per la verità trattandosi di Draug anche l'impossibile, salvo poi rischiare di distruggere anche l'universo per proteggere il fratello celebrando qualche rituale pericoloso o usando qualche potentissimo artefatto. Già a proposito di artefatti dopo il bastone con la scheggia di piaga magica, quello dell'avarizia da ultimo il mago era entrato in possesso di un bel medaglione per evocare e forse controllare gli incubi che si era portato a spasso per quasi metà dei templi esplorati che lo interessava molto ma che anche stavolta temeva non avrebbe potuto tenere con sé - era ancora troppo poco potente per poter sperare di controllare una creatura così potente e non poteva aspettare di diventarlo visto che la creatura era recalcitrante a restare tranquilla nel medaglione i comodi di Draug, aveva più volte cercato di dominare lui e i suoi compagni e correvano il rischio di non poter dormire più. Avrebbe proposto uno scambio alla scuola di magia non appena Sil fosse stato disponibile ad accompagnarlo per poter mercanteggiare.
Nessuna notizia inoltre era giunta da casa e questo silenzio stava iniziando a preoccupare Draug ma era l'ultimo dei problemi a cui pensare.
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15-02-2010, 12.25.33
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Cantastorie
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Le otto Othlor Del Rashemen, le più grandi tra le Wychlaran, le streghe che guidavano il destino di quella terra, le superiore dei rispettivi ordini, si erano riunite in conclave nella loro enclave segreta, al centro del Bosco di Urling: erano state convocate da Lady Rameena, la Priora, la più alta in grado della loro gerarchia, per discutere di una questione per loro molto importante: il concepimento di un figlio da parte di una novizia, una ragazza di nome Ragnhild, con una creatura fatata, ed il coinvolgimento della stessa novizia nelle trame di un potente discendente di un antico regno, oggi scomparso, che bramava di ricostituirnne l’antica gloria: un altro regno che tentò vanamente di annettere il Rashemen, più di un secolo prima: il Mulhorand.
“Dovremmo ordinarle di interrompere il suo dejemma e rientrare immediatamente in patria!” stava dicendo Dynaheir con enfasi “Il suo concepimento è un evento più unico che raro! Un figlio da una creatura fatata! Chi meglio di noi potrebbe proteggere lei e la sua creatura?”
“Forse il padre del bambino, o bambina che sia?” Repilcò Yelbruna, troncando di colpo la tirata della consorella, che rimase per un attimo senza parole
“Ha!” rise Nythra “Buono quello! Mascherandosi dietro ai precetti della sua dea non perde occasione per trascinarla in improbabili avventure ed in pericoli terribili, senza minimamente riflettere a quali rischi la espone, senza avere la più pallida idea di chi sia il loro vero nemico, confidando nelle sue abilità taumaturgiche e disprezzando l’aiuto che gli abbiamo mandato! Per quanto mi riguarda, sono d’accordo con Dynaheir: riportiamola a casa!”
“Non dobbiamo dimenticare…” disse a quel punto Sheva “… che oramai Ragnhild è invischiata nelle trame di quel vecchio stregone. Chi di noi può dire, oggi, quanto lei conosca il suo nemico, oppure quanto il suo nemico conosca lei? Quanto rischieremmo noi se lei cadesse in mano a quella mummia? Io dico: lasciamo che metta al mondo la sua creatura e, se non vuole tornare lei, almeno che ci conceda di tenere al sicuro il suo bambino!”
“Tutto questo non ha senso!” gracchiò la vecchia Hvarra, alzandosi in piedi “E’vero che che il padre del bambino, il compagno di Ragnhild, è una persona frivola e bizzarra, ma non è forse così la maggior parte delle creature fatate che conosciamo? Ed inoltre vorrei ricordarvi, care sorelle che anche lui ha tutte le ragioni per accampare diritti su suo figlio, non trovate?”
“Senza contare il fatto…” riprese Yelbruna “Che lui, qualunque sia il suo carattere, comunque appartiene ad una casata nobile di Myth Drannor! Mi sembra che la Coronal Ilsevere Mirtar abbia finora protetto molto bene il suo popolo.”
“Finchè il Netheril non deciderà di attaccarli direttamente!” Le restituì la cortesia Dynaheir.
“Ma è mai possibile che nessuna pensi ai sentimenti della giovane Ragnhild?” Esplose a questo punto Tamlith la quale, notoriamente, era persona di poche parole “Prima di mercanteggiare sul suo bambino, credo che dovremmo pensare a lei, a vedere se ha bisogno di sentirci vicine a lei, se le serve consiglio o aiuto e, se sì, a come fare per aiutarla!”
A quel punto, Lady Rameena alzò la mano destra e si fece silenzio attorno al tavolo. La Priora commentò, con la sua voce bassa e profonda:
“Sorelle, in tutte le vostre parole vi è un po’ di verità: anch’io vorrei che la giovane Ragnhild ritornasse a casa e crescesse il suo bambino il quale, inutile negarlo, rappresenta una benedizione, protetta da tutte noi, oltre che dal suo compagno, oppure che lo affidasse alle nostre cure, mentre lei continua a dipanare le trame che la vedono coinvolta, ma mi chiedo: sarbbe giusto? Sarebbe giusto che noi agissimo per riportarla qui contro il suo volere, oppure che le facessimo pressioni affinchè affidasse il suo bambino alla nostra custodia? Io credo di no!
Non credo sia giusto privare Ragnhild del suo libero arbitrio per quanto concerne questa faccenda. La nostra sorella è molto giovane, è vero, tuttavia ha già temprato il suo spirito nel fuoco della battaglia e, per ora, nessuno può dire che lei ed i suoi alleati non riescano a sventare la minaccia che li vede coinvolti. Inoltre sono convinta che lei porrà la salute e la sicurezza del suo bambino innanzi a tutto.
Pertanto, care sorelle, noi rimarremo neutrali in questa faccenda: non prenderemo ulteriori iniziative nei confronti di Ragnhild, a meno che il nostro aiuto non sia espressamente richiesto.”
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